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E se non tutte le scuole fossero pronte?

Vi ricordate Ginevra, l’alunna in istruzione domiciliare?

Vi siete mai chiesti in che modo l’aumento di strumenti digitali all’interno del contesto scuola abbia favorito, sotto alcuni aspetti, il processo di apprendimento di ragazzi con difficoltà di questo tipo?


Bene, Ginevra può essere un punto di riferimento per riflettere su questa tematica.

Non potendo frequentare la scuola fisicamente, l’alunna si avvale della didattica a distanza, ragion per cui sono necessari dispositivi per fronteggiare tale situazione. La scuola di Udine si è mobilitata sin da subito nel far recapitare strumenti digitali adeguati, come il computer, il tablet e la stampante. Tale scuola usufruisce della piattaforma Classroom di Google for Education.

Con essa, gli insegnanti possono creare e gestire i compiti, vedere rapidamente chi li ha svolti e chi no e dare loro dei voti. Nella creazione di un compito, possono allegare file che gli studenti possono visualizzare e modificare, così da monitorare i progressi degli alunni. Sotto ogni compito c’è la possibilità di lasciare un commento.

Gli studenti, invece, possono tener traccia dei materiali e dei lavori del corso, possono condividere le risorse e interagire nello stream, possono comunicare direttamente sia con i docenti sia con i compagni.

Nel caso di Ginevra, il ricorso e l’utilizzo della piattaforma risulta una risorsa importante soprattutto quando vi sono periodi lunghi di assenza per cui l’insegnante non può assegnare i compiti durante la videolezione. La piattaforma quindi, si rivela un ottimo canale di comunicazione veloce e funzionale. Inoltre, caricare compiti ogni giorno è un modo per trasmettere a Ginevra la sensazione che la scuola si interessi a lei, al suo percorso di apprendimento.

A causa della frequente stanchezza, la creazione di materiali didattici, ad esempio con Google Moduli, permette di predisporre domande di vario tipo, come le domande chiuse o le domande che presuppongono risposte brevi. Tali domande facilitano l’esecuzione del compito impiegando meno risorse cognitive possibili. Nella correzione del compito, da parte dell’insegnante, sotto ogni domanda è possibile aggiungere un feedback, in questo modo l’alunno può capire l’errore commesso soprattutto quando non vi è un’interazione diretta con il docente, come nel caso di Ginevra. Quindi l’alunna può vedere la correzione e nell’eventualità commentare lasciando un feedback sulla chiarezza della spiegazione. Alcuni compiti vengono caricati con scadenza per scandire una routine e aumentare in Ginevra il senso di responsabilità verso la scuola.

Il team docente ha anche pensato ad attività che permettano alla classe di interagire all’interno di questo canale. Hanno caricato delle poesie lette dai compagni, il link di una canzone conosciuta sia da Ginevra sia dalla classe. Quando viene caricato un materiale oltre alla consegna si possono allegare dei link di giochi creati in Wordwall. Così, un ripasso di un determinato argomento potrebbe risultare più stimolante e divertente. Alcuni giochi permettono di accumulare un punteggio e definire una graduatoria. La condivisione del link a un gioco in Classroom può suscitare da parte del gruppo classe una competizione, si spera costruttiva, e commentare sotto il compito il proprio punteggio. I ragazzi possono sviluppare anche senso critico, riferire se è il gioco è interessante, ben chiaro nelle consegne, a livello grafico se è accattivante e perché no, se ci sono degli errori, individuarli e farli presente al docente.

Tutto ciò è possibile se la Scuola di appartenenza di ogni ragazzo ha risorse e materiali adeguate a fronteggiare le varie situazioni che possono presentarsi. Concludo con alcune riflessioni e dubbi.

Se con il passaggio di ciclo di istruzione la scuola scelta dalla nostra protagonista non fosse pronta per fronteggiare queste barriere che sono presenti oggigiorno? Se la scuola non ha ancora adottato misure aggiornate e adeguate a un percorso di apprendimento diverso dalla “normalità”? Cosa succederebbe se una determinata scuola non riuscisse ad adattarsi al cambiamento in relazione alle problematiche portati dai ragazzi?




Dott.ssa Teresa Longo







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